View di Fideuram Asset Management - Marzo 2022
La View
25.03.2022
MERCATI AZIONARI
A seguito degli eventi bellici non abbiamo modificato la nostra esposizione azionaria di leggero sovrappeso. Abbiamo però modificato la composizione a favore dei mercati USA, UK e Cina. In USA per motivi di qualità dei fondamentali aziendali e una vulnerabilità inferiore dei fondamentali stessi rispetto agli eventi geopolitici, mentre in UK per valutazioni inferiori. Siamo sostanzialmente neutrali in area Euro e Giappone, mentre tra gli emergenti abbiamo una preferenza per la Cina per il supporto di politica economica. Ci attendiamo una revisione al ribasso degli utili europei. Dal punto di vista settoriale e tematico abbiamo ridotto l'esposizione alle banche e ad altri settori ciclici, quali quello industriale, a favore dei temi che favoriscono una maggiore prevedibilità della crescita dei profitti e dei dividendi.
EUROPA
NEUTRO
Siamo neutrali sulle azioni europee, con una preferenza per il mercato inglese che tratta a valutazioni inferiori ed è caratterizzato da un mix settoriale più favorevole. Dal punto di vista macro crediamo che l’area euro sia il punto debole in caso di evoluzione negativa della crisi ucraina, ma a seguito della forte debolezza dei listini abbiamo alzato il peso in prossimità della neutralità. Dal punto di vista settoriale abbiamo ridotto l'esposizione ai finanziari.
STATI UNITI
ABBASTANZA POSITIVO
Abbiamo un modesto sovrappeso di azioni americane perché i fondamentali aziendali sono meno esposti rispetto all'evoluzione geopolitica. Il mercato USA tratta a valutazioni superiori, ma il contesto sfidante che l'aumento dei tassi pone è bilanciato dalla minore vulnerabilità dei profitti rispetto all'evoluzione ciclica.
GIAPPONE
NEUTRO
Il mercato giapponese tratta a valutazioni attraenti e inferiori ad altre aree geografiche, ma la crescita degli utili è meno brillante e il profilo macro, che è legato all'andamento del commercio internazionale e alla dinamica industriale, ha margini di vulnerabilità legati all'evoluzione geopolitica.
MERCATI EMERGENTI
NEUTRO
Siamo neutrali sugli emergenti, ma abbiamo la preferenza per il mercato cinese dove le autorità di politica economica stanno evolvendo l'azione di supporto alla crescita sia dal lato monetario che da quello fiscale. Le valutazioni cinesi sono attraenti e scontano un livello di profittabilità di medio/lungo periodo inferiore a quella che riteniamo possa realizzarsi.
MERCATI OBBLIGAZIONARI
Le Banche Centrali hanno reagito all’evoluzione macroeconomica e geopolitica mantenendo l’impostazione restrittiva di riduzione dello stimolo monetario e inizio di un ciclo di rialzo dei tassi di interesse per contenere il rialzo dell’inflazione. Tuttavia, l’approssimarsi del Treasury a livelli che consideriamo di corretta valutazione ci porta a ridurre il sottopeso in quest’area. In Europa, la BCE che si appresta a terminare il QE porta pressione al rialzo sui tassi base e sugli spread periferici. Tra questi, il BTP ci pare l'asset con valutazioni che scontano meglio l'evoluzione dello scenario. Abbiamo un atteggiamento più cauto nei confronti del rischio di credito. Prima dello scoppio della guerra abbiamo diminuito il rischio della componente societaria alla luce dell'evoluzione della politica monetaria delle Banche Centrali, mentre nelle ultime settimane abbiamo ridotto il peso delle obbligazioni emergenti in valuta forte perché la crisi ucraina introduce un premio per il rischio che non prevediamo sia riassorbito in tempi brevi e potenziali situazioni di minore liquidità. Continuiamo a privilegiare l'investimento nei titoli di stato cinesi.
GOVERNATIVO
ABBASTANZA NEGATIVO
Rimaniamo nel complesso sottopeso di titoli di stato, ma l’approssimarsi del Treasury americano ai livelli che consideriamo di più corretta valutazione tenuto conto del contesto macro (intorno a 2,3% sulla scadenza decennale) ci porta a colmare parzialmente il sottopeso. Manteniamo il sottopeso in Europa dove la possibile uscita dai tassi negativi e il termine del QE mette pressione al rialzo sui tassi base e sugli spread periferici. Tra questi, il BTP ci pare l'asset dove le valutazioni sono più avanzate nello scontare il nuovo scenario, sebbene lo spread sia ancora sotto il livello che ci appare come correttamente rappresentativo del rischio di credito italiano.
CORPORATE
NEUTRO
L'evoluzione restrittiva della BCE e l'evoluzione geopolitica introducono elementi di vulnerabilità sugli spread di credito societario europei. Favoriamo l'esposizione nelle obbligazioni del settore finanziario, ma ne abbiamo ridotto l'esposizione nei portafogli a seguito dell'aumento del rischio.
HIGH YIELD
NEUTRO
I tassi di default sono contenuti e i rendimenti attesi della componente americana sono tornati ad essere più attraenti in assoluto. Rimane questo però un contesto di forte volatilità degli spread, anche dopo il recente allargamento. In termini relativi preferiamo assumere rischio tramite l’esposizione azionaria rispetto agli high yield.
MERCATI EMERGENTI
ABBASTANZA POSITIVO
Abbiamo ridotto a neutrale il peso del debito esterno perché la guerra in Ucraina introduce un premio per il rischio che è funzione dell’evoluzione geopolitica, dell’eventuale default russo e di possibili situazioni di minore liquidità. Pensiamo che questo premio per il rischio non si restringerà in tempi brevi. Nella componente locale siamo sovrappeso nella componente governativa cinese, ma più cauti sulle altre aree.
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